Текст песни




Lo disse Zeus figlio di Crono
Dagli altri dei solo un cenno d'assenso
Poiché di quelli certo era il padre
Saette e cumuli stringeva in fascio
Li chiamò tutti, l'eccelso coro
Per dare agli uomini giusto supplizio
L'aveva detto chi prima intende
Giammai accettare omaggi celesti
Subito giunse il famoso ambidestro
A dare forma alla terra inerte
Linee sinuose di esile donna
Che tra le dee parve star bene
E venne Atena, iridi glauche
A offrire cinta sontuosa ai bei fianchi
D'oro i monili e rare le pietre
Da Persuasione e Divine Grazie
Colma di doni fu data in sposa
A quel titano che tardi intende
Per insegnare il dolore e la morte
A chi la terra abita indenne
Anche le Ore figlie del sommo
Dolce presidio alle porte del cielo
Delle primizie le fecero dono
Incoronando la chioma di fiori
Infine per far piacere a chi tuona
Araldo scaltro dal piede alato
Ermes infuse voce a Pandora
Come in un sorso tutto d'un fiato
D'astuzia e di vili menzogne
Di cui si sa il messo è maestro
Le riempi il cuore come fu chiesto
Per dare all'uomo una lezione
Colma di doni fu data in sposa
A quel titano che tardi intende
Per insegnare il dolore e la morte
A chi la terra abita indenne
Prima infatti
Le stirpi degli uomini
Abitavano la terra del tutto al riparo dal dolore
Lontano dalla dura fatica
Lontano dalle crudeli malattie che recano all'uomo la morte
Poiché rapidamente essi avvizziscono...
Dal fare omaggio nessuno fu esente
Nemmeno Zeus, signore dei nembi
Nel vaso mise ogni sorta di male
Infermità, fatica, pazzia!
Ma di sua mano tutto disperse
Colei che in fondo aveva già tutto
Perché una fiamma le ardeva in petto
Curiosità la fece sua
E sola restò la Speranza
Nel suo infrangibile alloggio
via volò oltre quel bordo
Quand'ella ripose il coperchio
E altri mali, infiniti, vanno errando fra gli uomini
Lo disse Zeus figlio di Crono
Dagli altri dei solo un cenno d'assenso
Poiché di quelli certo era il padre
Saette e cumuli stringeva in fascio



Авторы: Alessandro Memmi



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